I componimenti di Pietro Terzini

La pittura incontra la poesia

Nel corso del tempo l’artista ha seguito il fluire degli eventi della sua vita e di quella del mondo attraverso testi poetici, che sono stati raccolti in quattro volumi, pubblicati nel corso degli ultimi anni.

 

 

Le Opere di Pietro Terzini • POESIA

Parole e immagini per descrivere il mondo

Poesie giovanili (1968-1972)

123 Poesie (1991-2014)

POESIE GIOVANILI

“Sono le poesie scritte da un ventenne in un periodo caratterizzato a livello mondiale da un movimento giovanile (il sessantotto) che ha sovvertito convinzioni, impostazioni, mentalità, rapporti umani. Tali poesie rappresentano e descrivono il “sessantotto” che questo ventenne sta vivendo nella sua realtà sociale e nel suo mondo interiore e che produce una crisi esistenziale in quanto va a toccare le radici profonde di un giovane con una personalità ancora in fase di completa maturazione”.

123 POESIE

“123 poesie” è una selezione nata con poco: un momento, un ricordo, una suggestione, un bisogno di esprimere, di capire il giorno, l’oggi, il presente, il passato. Liriche costruite su parole, ma non per le parole, non per il piacere e la libertà di giocare con esse, come spesso accade nella poesia contemporanea dove il più delle volte succede di non capirci niente. Nella poesia di Terzini tutto è chiaro, direi espositivo. Le composizioni sono fatte di constatazioni, elenchi di cose fatte e cose da fare, ma anche di propositi morali, di esortazioni, di saggezza”.

123 POESIE

“I versi liberi di Terzini esprimono emotività, ma più che emozioni esercitano l’analisi dei comportamenti, commentano momenti di vita, cercano contatto. Non fanno ballare quartine, baciare rime, non seminano accostamenti di sillabe e vocali accentate e ripetizioni secondo la vecchia tradizione. Neppure cercano la regolaritàmetrica: sono insomma poesia libera”.

123 POESIE

“È una poesia non obbligata nelle pratiche filologiche imparate a scuola. Il lettore è libero di affrontarla come il passare di una moviola, che smonta pezzo per pezzo. Non è destinato ad incontrare ossessivi ritornelli, movimenti ritmici e altre forme proverbiali. È una poesia che non tiene in ostaggio. Si può leggere e approfondire come una lente dettaglio per dettaglio; soprattutto non cerca il palcoscenico. Non c’è montaggio, non c’è collage, non ci sono procedimenti e neppure i manifesti della nuova poesia. Il poetare di Terzini è lento, preferisce essere letto più che studiato”.

Liquid world (2015-2020)

Diario di uno psicologo di campagna

LIQUID WORLD

“Il confronto coi temi urgenti dell’attualità e della quotidianità è presente in quasi tutte le composizioni di Terzini e le parole non inseguono la suggestione lirica, non ricercano una lingua diversa (enigmatica, simbolista, post-simbolista, ecc.), non fanno esercizio di sperimentazione sul linguaggio, non si abbandonano al flusso labirintico della vita psichica e dell’immaginario. Le sue parole sono autentiche e di uso corrente quindi immediate, liberano dall’estetismo letterario; lo fermano sui fatti quotidiani”.

LIQUID WORLD

“Terzini sembra far affermare la convinzione che è stata di Brecht e cioè che la poesia (e congiuntamente la pittura) non deve cercare la bellezza, ma la verità. È un artista convinto che l’uomo debba preoccuparsi del proprio lavoro, del proprio tornaconto, ma anche del destino di chi gli sta vicino. Il che in tempi di trumpismo, razzismo, sovranismo e “fabbricanti di paure” che “soffocano la solidarietà” non è poco”.

ATELIER

Mairago (LO)

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